Ambiente, lavoro, innovazione, inclusione sociale.

La transizione ecologica che serve all’Italia.

Le grandi scelte passano anche da te.

Firma per chiedere al nuovo Governo e Parlamento di intervenire subito contro la crisi climatica ed energetica.

L'appello a Governo e Parlamento

Chiediamo insieme misure concrete, immediate e durature per la transizione ecologica dell’Italia.

L’emergenza sanitaria, la guerra in Ucraina, infine una gravissima crisi energetica che impoverisce le famiglie e danneggia l’ambiente.
In questi mesi è emersa tutta la drammaticità della dipendenza europea dalle fonti fossili.

Non possiamo più aspettare, l’Italia deve attuare la transizione ecologica e deve farlo subito.

Unisciti a noi per chiedere al nuovo Governo e Parlamento una rievoluzione davvero verde.

Le nostre richieste

  • IL PRESENTE È IN CRISI. CLIMATICA.
    Siccità, scioglimento dei ghiacciai, eventi meteorologici estremi, ondate di calore: sono facce della stessa drammatica medaglia. Servono azioni urgenti per fermare l'emergenza climatica: eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, riduzione delle emissioni climalteranti, politiche di mitigazione e di adattamento delle nostre città.
  • IL FUTURO È RINNOVABILE.
    La guerra ci ha messo drammaticamente di fronte alla necessità di ripensare il nostro modello energetico. Occorre un programma straordinario di realizzazione di impianti a fonti rinnovabili, sviluppando al massimo l’eolico a terra e offshore, il fotovoltaico sui tetti e sulle aree compromesse (discariche, cave, etc), il moderno agrivoltaico che produce elettricità senza consumare suolo, biogas e biometano. Il nucleare non è la soluzione e, anzi, occorre localizzare con trasparenza il deposito per i rifiuti radioattivi a media e bassa attività (che produciamo ancora negli ospedali, nell’industria e nei centri di ricerca) ancora presenti in Italia. 
  • L’ECONOMIA DEVE ESSERE (DAVVERO) CIRCOLARE.
    L’economia circolare è uno dei pilastri della transizione ecologica del nostro Paese. L’Italia ha tantissime esperienze valide da valorizzare, serve però cambiare passo, a partire dalla semplificazione di norme e autorizzazioni, da un adeguamento della rete impiantistica in ogni regione e dalla costruzione di un mercato florido per i prodotti riciclati.
  • RIPENSIAMO I NOSTRI TERRITORI.
    L’Italia deve diventare un eco-cantiere diffuso, ripensando le nostre città e le periferie per migliorarne la resilienza all’impatto climatico e aumentare il benessere dei cittadini. Va fermato il consumo di suolo, semplificati gli interventi di rigenerazione urbana, riordinati i bonus edilizi, risolta l’enorme disuguaglianza territoriale che coinvolge i piccoli comuni e approvata una legge sulla gestione delle emergenze e degli eventi calamitosi.
  • LA MOBILITÀ DEVE DIVENTARE SOSTENIBILE.
    Basta parlare ancora di ponte sullo Stretto. Quello di cui necessita l’Italia è un trasporto pubblico moderno, puntuale e a emissioni zero: soprattutto il trasporto regionale e pendolare ha urgente bisogno di riforme che consentano di ammodernare il settore e di garantire un servizio di qualità ai cittadini. Ma servono anche spazi sicuri per chi si sposta in bici o sui mezzi della micromobilità elettrica e la diffusione delle colonnine pubbliche di ricarica e delle auto elettriche, dando priorità all’accesso alla nuova mobilità nelle periferie.
  • AGROECOLOGIA: L’AGRICOLTURA CHE GUARDA AL DOMANI.
    L’agricoltura, asse portante dell’economia made in Italy, deve divenire un settore strategico anche dal punto di vista ambientale, a cominciare dalle sfide imposte dalla crisi climatica, e puntare sull’innovazione, sviluppando il biologico e aumentando la qualità ambientale dell’integrato, sostenendo la produzione da energia rinnovabile, incentivando la riconversione di pratiche agricole e zootecniche intensive e a elevato impatto ambientale, combattendo gli illeciti e l’uso spropositato di prodotti chimici nocivi per la salute.
  • SALVIAMO LA BIODIVERSITÀ PER SALVARE IL PIANETA.
    Il declino della biodiversità è uno dei maggiori problemi da affrontare, e la crisi climatica è tra i principali fattori che ne determinano la perdita. Se vogliamo salvare il Pianeta occorre essere più responsabili nell’utilizzo del capitale naturale che deve essere mantenuto in buono stato per garantire i servizi ecosistemici fondamentali per il nostro benessere (cibo, acqua, energia, regolazione del clima, biodiversità, suolo fertile).
  • FERMIAMO L’INQUINAMENTO E COMBATTIAMO GLI ECOCRIMINALI.
    Sei milioni di cittadini vivono nei territori da bonificare; centinaia di migliaia di persone con acque contaminate negli anni dai Pfas; si contano ancora 6mila morti premature all’anno per amianto o oltre 50mila ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico. Anche la criminalità ambientale non conosce soste e per fermarla serve aumentare il livello dei controlli preventivi e repressivi.
  • ISTRUZIONE, RICERCA E NUOVI SAPERI PER TUTTI.
    La transizione ecologica e digitale richiede cittadini capaci di governare le nuove sfide di cambiamento, soprattutto tenendo conto di uno scenario internazionale caratterizzato dall’aggravamento della crisi climatica ed energetica. Per questo occorre rimuovere tutte quelle condizioni che stanno aumentando divari territoriali e disuguaglianze nell’accesso a istruzione, educazione e formazione per minori e adulti e rimettere al centro un investimento sulla scuola pubblica e sulla sua integrazione con le altre agenzie educative.
  • NUOVO IMPULSO AL TURISMO GREEN.
    Puntare ad un’offerta diversificata del settore turistico, fatta di qualità e prossimità, caratterizzata da tutela dell’ambiente, valorizzazione dei prodotti tipici, sviluppo dei cammini e del cicloturismo sempre più presente anche in Italia. È la formula migliore per un Paese come il nostro che, unico al mondo, può vantare elementi di attrattività diffusi su tutto il territorio, bellezze e beni culturali a torto considerati minori e che vanno salvati dall’incuria e dall’abbandono, valorizzandoli anche turisticamente.

100 proposte di riforme e di interventi concreti.

Suddivise in 20 ambiti tematici ecco le nostre idee per il futuro dell'Italia.

Si tratta di approvazione di nuove leggi, semplificazioni, velocizzazione degli iter autorizzativi, approvazione di decreti attuativi mancanti, spostamento di risorse pubbliche dai settori più inquinanti a quelli più innovativi e minor impatto ambientale, potenziamento in organico e competenze degli uffici centrali e territoriali preposti al rilascio delle valutazioni di impatto ambientale, delle autorizzazioni e ai controlli pubblici, investimenti in nuove infrastrutture green, etc.

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